La depressione giovanile


Che stress. Che ansia. Che depressione. I ragazzi usano spesso queste esclamazioni. La depressione giovanile è in crescita costante e si presume che nel 2030 sarà la patologia cronica più diffusa tra i giovanissimi.

La depressione in adolescenza è un disturbo che pervade ogni sfera della vita dell’adolescente (familiare, sociale e scolastica). Gli adolescenti che ne soffrono non sempre tendono a chiedere aiuto, perché se prevale in loro il pensiero pessimistico, possono convincersi che non possono fare nulla per poterne uscire e che quindi è inutile chiedere aiuto e/o a reagire.

I sintomi che gli adolescenti depressi manifestano sono un po’ diversi da quelli degli adulti:

  1. Tristezza o disperazione
  2. Irritabilità, rabbia, ostilità
  3. Frequenti pianti
  4. Distacco da amici e parenti selezionando chi frequentare
  5. Perdita di interessi
  6. Senso di colpa, sentirsi inutili
  7. Demotivazione
  8. Affaticamento, debolezza
  9. Difficoltà a concentrarsi
  10. Pensieri di morte, idee suicidarie
  11. Mal di testa e dolori senza alcuna apparente causa

Dobbiamo tener presente che molto spesso l’adolescente depresso non appare triste, ma irritabile, arrabbiato, che ce l’ha con il mondo.

Non è sempre facile capire cosa stia vivendo un’adolescente che può presentare periodi di disistima, tristezza e noia, a periodi di gioia, tranquillità e piacere. Ciò che può aiutare a capire meglio è la durata di questi periodi e la frequenza con cui si possono presentare i sintomi. Se si riscontrano tutti i giorni e per l’intera giornata, per un periodo minimo di due settimane, allora è possibile che il ragazzo stia vivendo uno stato depressivo. Occorre anche considerare se ha questi sintomi solo in famiglia, a scuola, con gli amici o in qualsiasi momento della sua vita.

Quello che crea molta preoccupazione nei genitori è l’intenzione suicidaria. Come possiamo capire che ci siano dei reali fondamenti. Il ragazzo può incominciare a scherzarci inizialmente sopra su questa possibilità; può sempre più frequentemente dire che non vede via d’uscita e che non c’è più niente da fare, vivendo uno stato d’impotenza; può incominciare ad avere comportamenti che mettono a rischio la sua vita; può anche idealizzare la morte, come modo per essere ricordato e nello stesso tempo considerato; presta sempre meno attenzione alle cose di valore tanto da venderle e infine incomincia a salutare le persone a lui care come se fosse l’ultima volta.

Non dobbiamo comunque trascurare anche l’autolesionismo, particolarmente nelle ragazze. Interessante è notare che le ragazze con sintomi depressivi manifestano un aumento delle infezioni urinarie, mentre i ragazzi presentano maggiormente obesità e disturbi tiroidei.

Purtroppo c’è anche la depressione infantile al di sotto dei 5 anni, spesso come conseguenza di traumi.

Cosa la determina?

La non gioia di vivere dei giovani è la conseguenza del vivere odierno. La velocità digitale condiziona lo stile di vita dei giovani. Nascono le amicizie e gli amori sul web, il sesso lo si conosce e lo s’impara online, Instagram è diventato il canale della vita sociale. In Giappone li chiamano Hikikomori, si escludono volontariamente dalla comunità per ritirarsi nel virtuale. Sono un milione, depressi, soli, spesso ossessivi-compulsivi e soffrono di manie di persecuzione. I social media hanno aumentato le aspettative tra ciò che si sogna e la realtà, e i giovani sono coloro che ne risentono di più. E non dobbiamo trascurare il bullismo tra le cause di depressione adolescenziale.

Le famiglie dovrebbero dedicare tempo ai figli, in particolare i padri. Dovrebbero essere autorevoli, attivare una rete di protezione per non disperdere le qualità positive dei figli. Bisogna dare speranza, facendo vedere le cose positive.