cura di Terry Bruno pubblicato su Karmanews

Sapete perché sorridiamo e cosa succede quando lo facciamo? Cosa significa sorridere?

Il sorriso è una modalità di comunicazione innata e viene codificato allo stesso modo in tutto il mondo e in tutte le culture. È reso possibile dalla contrazione di circa 12 muscoli del viso divisi in sei coppie, che si contraggono in modo coordinato per sollevare i lati della bocca e le labbra, creando l’espressione del sorriso.
Di queste coppie di muscoli due sono quelli che intervengono nella espressione del sorriso: il muscolo zigomatico maggiore che si trova nella guancia che contraendosi solleva le labbra verso l’alto, e il muscolo orbicolare dell’occhio che circonda la cavità orbitale e che, comprimendo gli angoli esterni degli occhi, forma le famose zampe di gallina.
Il zigomatico maggiore è muscolo volontario per cui lo possiamo controllare e, quindi, abbozzare falsi sorrisi. L’orbicolare è invece involontario per cui si contrae quando si provano veri sentimenti e così si sorride con sincerità. Da questo potete capire che, se volete comprendere se un sorriso è autentico, dovrete notare le zampe di galline intorno agli occhi.
Quando s’inizia a sorridere?

Pensate un po’ che esso compare già fra il primo e il secondo mese di vita, quando il bambino viene stimolato da suoni, voci, immagini o dalla presenza di figure genitoriali e familiari. La dimostrazione che è innato è data dal fatto che anche i bambini con la cecità congenita sorridono. In questo caso parliamo di sorriso riflesso. Tra il terzo e il settimo mese di vita il bambino reagisce col sorriso quando osserva i volti delle persone, differenziandoli dagli oggetti.
Dopo il settimo mese abbiamo il sorriso selettivo, il bambino cioè reagisce sorridendo solo alle persone a lui familiari, apparendo scontroso come se avesse cambiato carattere.
In realtà è solo un normale percorso evolutivo. Questo dimostra che tale reazione inconscia ha una funzione sociale. Pensate al sorriso che un neonato rivolge a sua madre e alla reazione che induce in lei, normalmente amorevolezza, maggiore attenzione, cura e accudimento.
Il sorriso rientra nella cosiddetta comunicazione non verbale, trasmettendo quegli aspetti emotivi che riguardano la relazione tra due persone. Quando incontriamo qualcuno che conosciamo, cosa facciamo ancora prima di salutare? Molto spesso gli sorridiamo. Lo stesso atteggiamento lo utilizziamo inconsciamente quando ci presentano qualcuno. È una reazione spontanea, un’espressione silenziosa ma chiara che nasce in noi senza pensarci. I suoi significati possono essere vari, dal ridurre gli stati tensionali e conflittuali, alla disponibilità all’accettazione di un invito. Quando sorridiamo, stiamo rispondendo a uno stato emozionale, di cui spesso siamo inconsapevoli, e che ci fa essere più aperti e fiduciosi verso gli altri.
Perché il sorriso è contagioso?

Vi è mai capitato di sorridere e di osservare che poco dopo anche l’altro risponde allo stesso modo? Vi siete mai chiesti il perché questo avvenga? È come quando sbadigliamo e poco dopo chi ci è vicino inizia a farlo anche lui.
Questo avviene perché nel suo cervello vengono stimolate le nostre stesse aree motorie, grazie all’azione dei neuroni specchio, che si attivano quando osserviamo qualcuno compiere una determinata azione. Poiché il sorriso crea un clima rilassante e accogliente, lavorare o studiare in questo contesto è preferibile per la percezione di emozioni positive, e questo proprio grazie ai neuroni specchio.
Numerose ricerche, soprattutto dal punto di vista psico-immunologico, hanno dimostrato che il sorridere riduce lo stress, perché diminuisce il cortisolo e l’adrenalina, ormoni dello stress, mentre aumentano le endorfine che regolano l’umore.

Più il viso è predisposto al sorriso, più l’umore ne risentirà positivamente. Se provate a tenere una penna tra i denti, quando guardate qualcosa in televisione, senza eccedere, il vostro entusiasmo e il coinvolgimento nella storia aumenterà rispetto a quando tenete la bocca chiusa.
Oppure muovete gli angoli delle labbra verso le orecchie e sollevate le guance usando solo i muscoli del volto, il risultato sarà un migliore stato d’animo.
Allora se vogliamo stare meglio sorridiamo di più, anche a noi stessi e non solo agli altri, magari guardandoci un po’ di più allo specchio senza giudicarci troppo, ma accogliendo anche ciò che ci piace meno di noi stessi. Miglioriamo così anche la nostra autostima.
Vedete quanto bene fa sorridere, quanti aspetti positivi può determinare in ognuno di noi, allora impariamo a godere quei momenti in cui il sorriso appare spontaneamente sulle nostre labbra e quando siamo di cattivo umore, allora SORRIDIAMO di più.