La seduzione


Articolo preparato in occasione dell’intervista apparsa su “ITALIA Uno” durante la trasmissione “Wozz Up” condotta da Daniele Borsari.
Di Terry Bruno, psicoerapeuta e formatrice PNL

Etimologicamente sedurre deriva dal latino se-ducere che significa portare con sé, deviare (sottinteso dalla buona strada).
Il termine seduzione gode di cattiva fama, in quanto il seduttore, un tempo rigorosamente maschile, è chi mediante inganni, raggiri conquista una donna e dopo aver raggiunto lo scopo la delude e l’abbandona. La seduttrice è colei che porta alla rovina gli uomini senza alcuno scrupolo.
Queste definizioni in realtà mortificano quanti, del corteggiamento, fanno un’arte raffinata e sofisticata, e al corteggiamento e alla seduzione affidano una prima forma di comunicazione, non necessariamente mirata alla conquista intesa come subdola manovra di possesso o d’inganno.

  • Seduzione è, quindi, un modo di relazionare per cogliere l’emotività di una persona per poter stabilire una comunicazione non formale;
  • oppure Seduzione è quella capacità di riuscire a cogliere le sfumature dell’interiorità di una persona con lo scopo di stabilire un’equilibrata intesa emotiva, anche se temporanea;
  • o se vi piace potremo ancora dire che Seduzione è un raffinato processo che permette di penetrare nell’animo della persona prescelta in modo da stabilire un equilibrio tra seduttore e sedotto.

In poche parole la Seduzione è quella capacità che vi permette di raggiungere il vostro oggetto del desiderio.
Non tutti sono in grado di manifestare questa capacità, ma tutti hanno, volendoli cercare, quegli elementi fondamentali che, se ben utilizzati, sono in grado di risolvere molti problemi.
La seduzione vuol dire fascino, giochi di sguardi, schermaglia amorosa. Essa sia che si tratti di quella sentimentale che intellettuale, rappresenta per moltissimi una marcia in più che nessuno sa esattamente come inserire. Il processo seduttivo domina ogni forma di rappresentazione sociale, dalla donna spot al bagno schiuma con profumo francese, dalla lampada alogena al cibo per gatti raffinati. La seduzione mira a convincere l’altro e ad ottenere il suo consenso. In questa sfida molto raffinata, si mettono in atto delle strategie per smuovere, scuotere l’altro dalle sue posizioni.
Sedurre è, quindi, un gioco divertente e complicato che alcune volte inebria e altre volte delude.
I primi a sedurre e a essere sedotti furono Adamo ed Eva: ad Eva bastò una mela per sedurre Adamo e a sua volta Eva fu, forse, sedotta dalla foglia di fico di Adamo. E sì, come già scriveva Kierkegaard nel suo “Diario del seduttore” non esistono soggetti attivi o passivi nella conquista, perché il seduttore è “attivato” in un modo più o meno palese dall’oggetto delle sue attenzioni. A questo punto ci si potrebbe chiedere: «Era più seducente la foglia di fico scelta da Adamo o la pelliccia che ricopriva gli uomini preistorici?». In altre parole «È più intrigante la quasi totale nudità o un abbigliamento più castigato?». La risposta rischia di essere inadatta in quanto determinata dal gusto dominante in un determinato periodo. Una costante c’è comunque in questo alternarsi di fogge e comportamenti sociali che si contraddicono e cioè la voglia di attirare l’attenzione altrui con strumenti innati e acquisiti.
Non esiste un’unica forma di seduzione, infatti, Sharon Stone ha un fascino molto diverso rispetto alla sensualità di Marylin Monroe, come l’ammiccare e il guardare di Richard Gere può sedurre diversamente dalle battute di Woody Allen che, com’è noto, non ha le fisique du role del seduttore.
Spesso è l’atteggiamento della donna che determina la possibilità di riuscita di un approccio, di un corteggiamento, magari con sguardi celati e non, sorrisini, che permettono di procedere nel corteggiamento. Non sempre gli incontri sono semplici; a volte la cattiva conoscenza di se stessi, l’insicurezza e quindi la timidezza, l’aggressività, compromettono l’incontro. Alcune persone che si presentano ai corsi di seduzione, che rientrano nei corsi di comunicazione (che è essenziale per interagire con gli altri) hanno paura di piacere e questo è un grosso ostacolo nella comunicazione con gli altri, nella conoscenza di se stessi. A questo aspetto, spesso si associa la paura dell’intimità, intendendo per intimità non solo quell’atmosfera o situazione che si crea in una relazione collaudata nel tempo, ma anche alcune parti di noi stessi, “briciole” di noi stessi che possiamo dare in un primo impatto e che spesso riserviamo solo a persone di cui ci fidiamo o che già conosciamo.
Quando s’inizia un approccio bisogna mettersi anche in una condizione psicologica positiva, nel senso che chi si avvicina ad una persona sta dando qualcosa all’altro o all’altra e non sta solo chiedendo, come spesso molti pensano. Spesso molti approcci crollano nella mente di chi vorrebbe attuarli perché ha problemi con se stesso. Per cui una cosa fondamentale è conoscersi bene e conoscere le proprie reazioni, avere una maggiore stima di se stessi e, come conseguenza, ci si piace di più. Tutto questo è inconsciamente trasmesso aumentando le probabilità di successo.
Un approccio non è fatto solo di parole: secondo numerose ricerche, l’efficacia-effetto di una comunicazione è data solo dal 7% dal verbale, dal 38%dal paraverbale e dal 55% dal non verbale, cioè dal linguaggio del corpo. Infatti, l’evolvere di un approccio è spesso condizionato soprattutto dagli sguardi, dal tono di voce, dal modo di presentarsi, dalla postura, cioè tutto ciò che è definito comunicazione non verbale. Vi sono vari elementi che concorrono alla riuscita di un progetto di seduzione: lo sguardo, il tono di voce, la C.N.V., l’abbigliamento, l’atmosfera e la sensualità.

 

Lo sguardo

L’allenamento allo sguardo è un modo di capire e far capire gli stati d’animo e chi si è. Indimenticabile è lo sguardo di Rodolfo Valentino, Il primo latin lover della storia del cinema, che grazie alla sua miopia, che gli conferiva uno sguardo profondo che lasciava volare la fantasia delle donne che n’erano colpite, ha sedotto uomini e donne ed ancora oggi la sua tomba è seppellita da rose portate dalle ammiratrici di tutto il mondo. Ma lo sguardo o meglio i movimenti oculari ci dicono anche chi abbiamo di fronte, cioè se è un soggetto visivo, auditivo o cenestesico (che vive di sensazioni). Questo è importante per poter meglio interagire col nostro interlocutore ponendolo a proprio agio.

 

La voce

Il tono e l’uso della voce sono determinanti in un primo contatto. Bisogna usare la propria voce in modo da non essere monocordi altrimenti si rischia di essere noiosi e, di conseguenza, bisogna esaltare i diversi accenti di cui siamo provvisti naturalmente. Inoltre se il soggetto, oggetto del nostro desiderio, è auditivo un uso appropriato della voce aumenta le nostre chance di successo.

 

La C.N.V.

Ma un ruolo fondamentale nella seduzione gioca il linguaggio del corpo, in quanto noi mandiamo messaggi e segnali agli altri sempre anche quando stiamo in silenzio. Come diceva Watzlawick “non si può non comunicare”. È importante capire cosa l’altro ci comunica attraverso i suoi gesti e questo non significa snaturare un rapporto o renderlo poco vero, ma è un modo per entrare meglio in sintonia ed essere entrambi a proprio agio. Spesso, infatti, molti approcci, incontri, di qualsiasi natura essi siano, hanno un esito negativo perché uno dei due o entrambi non è a proprio agio o perché uno non si sente capito. La seduzione è, infatti, un’intesa a due che richiede attenzione e capacità di cogliere impercettibili sfumature.
Quello che s’insegna è entrare in buon rapport prestando attenzione alla fisiologia, al paraverbale di chi è di fronte in modo da ricalcarlo e da rispecchiarlo e poi guidarlo. Ad esempio se uno accavalla la gamba l’altro lo segue, assumono lo stesso atteggiamento, e mentre lei parla lui annuisce prima ancora che finisca la frase. Su come risponde l’interlocutore si può capire come procede l’approccio e come costruire la comunicazione successiva. Tutto questo permette di conoscersi meglio, di capire i vari punti in comune (nel caso in cui si voglia costruire una storia).
Il gioco della seduzione è, così, un gioco a più fasi e questo permette anche di capire quando qualcosa non va e d’interrompersi prima di uno smacco finale, magari per l’utilizzo di una strategia errata da cui trarre spunto per fare meglio in seguito. Se il partner risponde positivamente possiamo passare al contatto fisico del tipo: scostare i capelli dal viso, sistemare la cravatta o la sciarpa intorno al collo, prendere la mano con la scusa di aiutare. Anche la stretta di mano un po’ più prolungata durante la presentazione può avere lo stesso significato.
Se la risposta è positiva si può passare all’abbraccio: braccio intorno alla vita o sulla spalla che permette ai due corpi di entrare in intimità e da qui l’evoluzione è palese.
Non bisogna confondere la seduzione con la sensualità, che fa però parte della seduzione ed è quel quid che colpisce ed è difficilmente definibile. Vi sarà capitato ad esempio di parlare di una donna e dire: «Non è particolarmente bella ma ha qualcosa che la rende attraente e desiderabile». Non è qualcosa che si possa imparare, non ci sono né regole, né tecniche, se non quella di ascoltare e assecondare il proprio corpo.

 

L’abbigliamento

L’abbigliamento è molto importante ma non necessariamente griffato o molto elegante. Se si ricorda Audrey Hepburn nel film “Vacanze romane” o Ornella Muti nel remake “Innamorato pazzo”, le due principesse si spogliano dei loro panni e fuggono in jeans o gonna in tela, in maglietta o camicia, in scarpe da ginnastica o sandalini, riuscendo così a sedurre l’uomo della loro vita. Siate persone e non attaccapanni. Gli abiti servono a renderci più belli, ma voi dovete essere sempre più importanti degli abiti che indossate. Senz’altro gioca un ruolo importante la biancheria intima che è una specie di sottocodice cromatico-linguistico. Il collaudatissimo bianco regala un senso di freschezza unito ad un po’ d’ingenuità e innocenza. Il beige denota classe e raffinatezza; il rosa denota, invece, l’esigenza di amori romantici e dolci, è un messaggio del tipo: «Se vuoi il mio corpo devi prima avere il mio cuore». Chi indossa biancheria nera, erotica per eccellenza lancia un altro messaggio, cioè che non vuole partner prevedibili e monotoni nel fare l’amore; mentre la signora in rosso è passionale.

 

L’ambiente

Qualunque ambiente può andare bene per un incontro seduttivo, anche se esistono situazioni più favorevoli di altre, quindi creare delle atmosfere non sarebbe male.
Anche il ballo può favorire la seduzione: il tango di Valentino ne fu un esempio che fece gridare allo scandalo l’intero pianeta.

Se vogliamo usare una metafora la seduzione è come il gioco degli scacchi, in cui la partita si svolge sull’intera scacchiera ma facendo una mossa per volta, tenendo presente che la seduzione non è solo un modo di conquistare ma un comportamento; infatti si può e si deve essere seducenti nella vita quotidiana, nel rapporto col partner, coi figli, nei rapporti umani professionali e amichevoli.<
Spesso si sente dire: «Non ho mai incontrato l’uomo o la donna della mia vita! » oppure «Ho incontrato sempre uomini o donne sbagliate!». In realtà questo riflette un problema personale nel senso che l’errore non è nell’aver scelto un partner sbagliato, quanto nell’essersi posto in modo errato all’uomo o alla donna giusta.