I genitori a scuola


Di Terry Bruno, psicoerapeuta e formatrice PNL
Pubblicato su “Tuttoscuola”, febbraio 2005, n. 449

Che fare quando un vostro allievo, o vostro figlio, non vi parla… Quando non ha voglia di niente… Quando vi manda a quel “paese” e/o quando è incostante ed irascibile… Quando è distratto e/o non va bene a scuola… Quando dice bugie…?!
Essere genitori nel nuovo Millennio è veramente una “professione” da apprendere e, come in ogni seria professione è basilare SAPER ASCOLTARE e COMUNICARE.
Per poter fare questo è necessario entrare nel mondo dei nostri figli e capire come loro percepiscono la realtà, cosa li spaventa e cosa vorrebbero.
Proprio per poter affrontare tali tematiche ho organizzato, insieme alla Dott.ssa Patrizia Del Pio, un insegnante della Scuola Elementare “53° Circolo Merelli” di Roma presso cui si sono svolti i seminari, una serie d’incontri con i genitori dei vari plessi entrando nel meraviglioso mondo delle favole. Un mondo in cui ci si può identificare, ritrovare se stessi, ritornare bambini e rivivere quelle emozioni ormai soffocate permettendo, così, di avvicinarsi in punta di piedi ai loro bambini.
L’obiettivo dei seminari era quello di affrontare, insieme ai genitori e ad alcuni insegnanti che hanno appoggiato l’iniziativa e che erano presenti agli incontri, le problematiche dei ragazzi partendo dalla lettura di una storia a tema e avviando, poi, una discussione che coinvolgeva i partecipanti in modo da poter dissolvere alcuni possibili dubbi.
Il raccontare una storia con un linguaggio infantile, che è in genere usato con i bambini, e l’utilizzo degli animali come personaggi della favola, dà la possibilità a chi ascolta d’identificarsi superando le barriere razionali, le famose resistenze. In questo modo si riesce a giungere all’Io più interiore, all’Io bambino che è sempre presente in ogni persona, venendo in contatto con le emozioni e sentimenti lontani nel tempo. Non bisogna dimenticare che ogni comportamento, dal punto di vista psicologico, non sorge dal nulla, ma si struttura in ognuno di noi, nella propria mappa del mondo, da quando si è bambini, in modo inconscio, inconsapevole. È, quindi, importante trovare la chiave d’accesso a questo mondo, per poter utilizzare le proprie risorse interiori, evitando che si ritorcano contro se stessi e i propri figli.
Riuscire a capire meglio le problematiche che affliggono i propri figli è molto importante perché permette ai genitori di poter collaborare con gli insegnanti su eventuali disagi che il bambino o il ragazzo può presentare. Il disagio, infatti, nasce non prettamente tra le mura scolastiche, ma in particolar modo tra quelle domestiche.
La partecipazione dei genitori a tali incontri è stata sempre molto alta (il progetto è iniziato tre anni fa, presso un plesso, e si è poi esteso agli altri plessi, dato l’eco avuto in precedenza) tanto da chiedere la prosecuzione degli incontri negli anni successivi, affrontando sempre tematiche diverse.
In questi incontri i genitori, come anche gli insegnanti, scoprono come alcune delle loro ferite ancore aperte del loro passato hanno un’influenza sui loro figli/alunni. In questo modo si cerca di aiutarli a vedere il collegamento tra i loro problemi personali e quelli del bambino, cercando gli strumenti necessari per rimuovere gli ostacoli che ne impediscono la crescita. I genitori in difficoltà con i figli hanno a loro volta dovuto curare le ferite di qualche genitore a scapito dei loro bisogni di bambini di essere sostenuti, guidati e protetti.
Si sono affrontati temi come: la separazione dei genitori, le paure del bambino, l’iperprotezione svalutativa, l’importanza delle regole, ecc., tutte tematiche rilevate da un questionario fatto circolare fra i genitori delle classi I, II, III e IV elementare. Il gruppo che si è poi formato, man mano che si procedeva con gli incontri, fungeva da contenitore di emozioni che hanno accomunato i genitori, in quanto si sono trovati in un ambito in cui si poteva parlare liberamente, senza giudizi. Essi hanno, così, potuto osservare i problemi, che prima ritenevano essere solo dei loro figli, da un altro punto di vista e rendersi conto di trovarsi di fronte ad un problema comune anche ad altri.
Tutti i genitori hanno risposto positivamente sia alla valutazione dei contenuti che alla utilità del seminario.

Le utilità che hanno potuto riscontrare si possono sintetizzare con frasi che i genitori stessi hanno scritto:

  • “Ho imparato a dire con più decisione i NO”.
  • “Ho scoperto che confrontandosi e parlare con chi potenzialmente potrebbe vivere le tue stesse problematiche, può essere solo costruttivo”.
  • “Voglio ringraziare la dott.ssa di avermi aiutata a vedere un po’ meglio dentro di me e a guardare i miei figli con occhi diversi.
  • “Avevo dei nodi che non riuscivo proprio a sciogliere e ho trovato il “filo conduttore”.
  • “Ho imparato a conoscere e a cercare di controllare il mio linguaggio non verbale”.
  • “Ho migliorato il dialogo con i miei figli”.
  • “Ho capito l’importanza dell’ascolto e del “mettersi nei panni dell’altro” per una visione diversa del problema”.

È stata molto significativa la presenza agli incontri dei docenti per un miglioramento del dialogo tra “Scuola & Famiglia”. Questo è molto importante particolarmente se si tiene conto che in questo modo vengono coinvolti tutti coloro che orbitano intorno al mondo del bambino, e una maggiore sinergia e conoscenza tra entrambi i componenti dei due sistemi può essere solo che positiva per tutti.
Non bisogna dimenticare che gli insegnanti, come esseri umani, presentano anch’essi modalità comportamentali e punti di vista che si portano dal passato, copioni di vita che poi riflettono sugli alunni inconsapevolmente, avendo, così, ampio peso sulla struttura che va via via formandosi. Una maggiore consapevolezza delle proprie ferite ha permesso loro di ristrutturare alcuni comportamenti verso i propri alunni.
I GENITORI A SCUOLA: in altre parole la necessità di una partecipazione nuova in una realtà educativa all’interno della scuola degli anni 2000, un primo passo verso una migliore “Comunicazione” e un migliore “Ascolto” verso coloro i quali sono la continuazione della nostra essenza nel futuro.
Racamier amava dire: “Nessun bambino è così meraviglioso, ma nessun bambino è così fallito” e se lo rendiamo libero dalle nostre e solo nostre aspettative, ogni bambino potrà far volare i suoi aquiloni.
In conclusione rinnovare il proprio ruolo di genitore è oggi indispensabile; cambiare ottica e definire cosa vuol dire essere Genitori Consapevoli, trasformare il proprio modo di relazionarsi con i figli, imparare ad apprendere insieme, è un meraviglioso e nello stesso tempo avventuroso obiettivo.