L’ancoraggio cos’è e a che serve


Ognuno di noi vive di emozioni che condizionano la nostra vita. Mente e corpo sono legati in modo inscindibile. Come il corpo influenza la mente, così gli stati mentali si riflettono sul corpo. Proprio questa connessione tra mente e corpo ci permette di poter agire cambiando lo stato d’animo che viviamo. Questo è possibile con una tecnica della Programmazione Neurolinguistica, l’ancoraggio, che ci permette di usare le proprie risorse interiori e di agire sugli stati emozionali.

Ancoraggio  di Tú Anh da Pixabay

Ancoraggio
di Tú Anh da Pixabay

Essa è simile al condizionamento classico che molti di noi conoscono, del cane di Pavlov. Egli quando dava il cibo al suo cane in contemporanea suonava una campanella (o se vogliamo accendeva la luce). Ripeté l’esperienza più volte, fin quando si accorse che suonando solo la campanella il cane salivava lo stesso, anche in assenza del cibo. Si era creata un’associazione tra lo stimolo uditivo e quello cenestesico, cioè collegato alla sensazione. In pratica l’ancoraggio è un collegamento tra un’immagine, un oggetto, un suono, un odore, un sapore e uno stato emozionale forte.

In pratica si creano dei veri e propri ponti neuronali, perché il cervello umano ragiona per connessioni collegando automaticamente due stimoli sensoriali differenti quando si presentano secondo uno schema preciso. Questo processo è fondamentale ad esempio per l’apprendimento (appoggio la mano sul fuoco e sento dolore, il fuoco è caldo, quindi se appoggio la mano su qualcosa di caldo sentirò dolore).

L’ancoraggio è un processo naturale che spesso ha luogo senza che noi ne siamo consapevoli. Un esempio di ancora è dato, ad esempio, dall’ascolto di una musica o una canzone che ci riporta al ricordo di un bacio o un ballo legato a uno stato emotivo molto intenso; o il profumo di una torta che ci ricorda un momento della nostra infanzia. Questo vale anche per esperienze passate negative. Le sensazioni negative, del resto, hanno lo scopo di aiutarci a sopravvivere pertanto si ancorano spesso con intensità maggiore. In genere non siamo consapevoli del fatto che le nostre reazioni sono ancorate a certi inneschi. Gli ancoraggi sono tanto potenti proprio perché invisibili. La durata dell’ancora dipende dall’intensità dell’emozione che abbiamo vissuto (sia positiva sia negativa) e in alcuni casi può durare tutta la vita. Chi ha paura del buio potrebbe aver vissuto una qualche esperienza negativa associata all’oscurità di conseguenza il buio diventa l’ancora che richiama inconsciamente la sensazione della paura. Le fobie sono ancore negative.

Oggi l’ancoraggio, è utilizzato nel public speaking, nella vendita, nella formazione, nella pubblicità, nello sport, nella seduzione e in molteplici altri ambiti sia professionali sia personali.

L’ancoraggio può essere utile nel rapporto medico paziente, ad esempio in odontoiatria… per cambiare lo stato d’animo del cliente, cioè per condurlo in un maggiore stato di tranquillità e serenità, ad esempio, in modo da poter effettuare un lavoro o una comunicazione più efficace. Per poter attuare tale processo si porta il soggetto a ricordare un momento in cui è stato tranquillo, in uno stato di benessere. Mentre racconta l’esperienza egli non fa altro che riattivare parte dell’emozione e della tranquillità dell’esperienza originaria. Quando l’emozione riattivata raggiunge il culmine si può toccare il cliente appoggiando, ad esempio, una mano sulla spalla.

I pubblicitari sono attenti ad associare (ancorare) al prodotto che vogliono promuovere immagini (belle donne spesso svestite), musiche e sensazioni (l’amore, la forza, la famiglia, la potenza a seconda dei casi) che ci inducono a comprare facendo leva sul nostro cervello emotivo. Pensate alla pasta Barilla. Quale pubblicità ricordate? E che emozione provate? O quale altra pubblicità ricordate e cosa vi ha colpito?

Nello sport si ancorano momenti di alta performance ma l’ancoraggio viene utilizzato anche per superare il dolore.

Facciamolo un ancoraggio insieme ora…

Chiudete gli occhi, e pensate a un momento nel vostro passato in cui avete provato una gioia molto intensa: prendete tutto il tempo che volete… fate attenzione alle immagini, ai colori, dove eravate, con chi eravate… cercate di ricordare i minimi particolari… ora fate attenzione ai suoni che sentivate, al volume e cosa avete provato… e ora fate attenzione alle sensazioni che provavate, gli odori, i sapori… ora riguardate insieme tutta l’esperienza… ancora per qualche momento… bene… vorrei che sentiste la sensazione di gioia appieno… ora battete le mani due volte… richiudete gli occhi se per caso li avete aperti, ritornate all’esperienza e questa volta fate attenzione al vostro respiro… com’è il vostro respiro quando vivete una gioia intensa? Restate ancora con l’attenzione sul respiro… e quando sentite uno stato di benessere e di gioia, ribattete le mani due volte… ora ritorniamo ancora una volta al momento, riosserviamo i colori, l’ambiente, chi c’era con voi, osservate come gesticolate e vi muovete quando siete pieni di gioia… ascoltate i suoni, i rumori e fate attenzione alla sensazione che provate e quando la sentite intensa, battete di nuovo le mani due volte.

Ora riaprite gli occhi, fate un bel respiro profondo. Vi è piaciuto, avete rivissuto un momento bello della vostra vita. Bene ora battete due volte le mani e fate attenzione alla sensazione che provate. Avete rivissuto quella sensazione che avete riportato alla mente? Se non è ancora molto forte ripetete l’esercizio sino al momento in cui battendo le mani due volte vi sentirete pieni di gioia.

Avete vissuto un leggero stato di trance in cui avete visualizzato una vostra esperienza. E le visualizzazioni sono molto utili per agire positivamente sulla nostra vita.